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qualità del pellet
Non è affatto semplice parlare di qualità
quando si parla di pellet. E' infatti vero che un
pellet di qualità può bruciare ottimamente in una certa stufe e un po' peggio in un altro
modello. Si potrebbe affermare pertanto che la qualità del
pellet è relativa.
Anche se sembra avere un
filo logico, questa affermazione non potrebbe essere più
sbagliata.
Il concetto di "qualità" deve essere unico e deve avere un
riscontro oggettivo (le analisi del pellet) in modo tale che
tutti possano riconoscere un pellet di qualità ancor prima di
vederlo bruciare.
La normativa sul pellet è ancora carente. Ci
sono due leggi molto conosciute che parlano di qualità e sono la
DIN tedesca e la O-NORM austrica, non cogenti in Italia ma
diventate ormai un buon riferimento per tutti i consumatori
italiani. Queste normative portano alla suddivisione del pellet
in categorie in base ad alcuni parametri di qualità.
UMBRIA PELLET
consiglia di non fossilizzarsi ostinatamente su normative o
marchi di qualità ma di confrontare i parametri di qualità che
troviamo stampati sul sacchetto con dei parametri di
riferimento. Cercando di
semplificare è importante tenere in considerazione i seguenti
parametri:
-
potere calorifico: ovviamente il suo
valore assoluto è direttamente proporzionale alla qualità
del pellet, ma attenzione alle unità di misura infatti
alcuni lo esprimono in Kcal, altri in Kwh ed altri ancora in
MJ. Tenere presente che:
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il fattore di conversione è 1kwh=860
Kcal;
-
chi scrive 5.000 Kcal sta facendo un
po' di confusione con le unità di misura, infatti il
massimo potere calorifico ricavabile dal legno è di
circa 4.700 Kcal;
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chi scrive 4,9 Kwh ci vorrebbe far
credere 4.900 Kcal (invece di 4.214);
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umidità: non sopra l'8%, anche se alcuni
marchi di qualità si accontentano del 10%; l'acqua presente
nel pellet consuma una parte del potere calorifico
sviluppato in combustione per passare dallo stato liquido ad
aereiforme, pertanto tanto più l'umidità è bassa tanto meno
sprechi avrò in fase di combustione;
-
residuo in ceneri: deve essere sotto
all'1%, in quanto un eccesso porta alla formazione di croste
nelle stufe (poco importante nelle caldaie e nei camini);
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presenza di corteccia: la sua presenza nel
pellet è inversamente proporzionale alla qualità in quanto
questa abbassa il potere calorifico e aumenta il residuo in
ceneri.
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