|
Le certificazioni del pellet
UMBRIA PELLET
porta avanti la sua battaglia contro la disinformazione che
regna attorno al pellet. Passaggio fondamentale di questo
percorso è il tema delle certificazioni.
Come ogni settore "nuovo" o comunque di
recente introduzione, anche nel caso del pellet regna il caos:
legislazione carente o assente, assenza di know how, ecc. Anche
il consumatore, come abbiamo già più volte sostenuto in altre
sezioni del sito, si trova disorientato di fronte ad un offerta
differenziata, frammista oltretutto a prodotti "fregatura".
In queste condizioni, il consumatore si affida
spesso ai marchi di qualità. Per i meno aggiornati ne
ricorderemo alcuni:
| DIN PLUS
51731 |
 |
| Ö-NORM
7135 |
 |
| PELLET GOLD |
 |
Semplificando. I primi due fanno capo a due
diverse leggi, l'una austriaca e l'altra tedesca, che solo l'una
l'analogo dell'altra. Un pellet può vantare detti marchi solo se
le sue caratteristiche chimico-fisiche rispettano certi
standard. Mentre il terzo è un marchio italiano di recente
introduzione che opera secondo i medesimi principi.
ATTENZIONE!
Innanzitutto non sempre un marchio è sinonimo di qualità reale.
Alcuni hanno parametri più restrittivi, altri invece sono più
generosi quando un produttore richiede di potersi fregiare di un
certo marchio. Altra cosa di cui occorre tenere
considerazione, poi, è il fatto che i furbi stanno
dappertutto...basti pensare che molti produttori del
Brunello di Montalcino, che si fregia della DOC e della
DOCG, sono stati pizzicati a non rispettare i disciplinari dei
relativi marchi di qualità.
|