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IL PELLET IN UMBRIA
I produttori di pellet in Umbria
ufficialmente riconosciuti da Pellet Gold sono solamente
quattro, tuttavia, dopo la stagione 2006/07, numerosi
imprenditori hanno intrapreso la strada della produzione
dell'ormai noto "cilindretto di legno", attratti dal miraggio di
soldi facili. Purtroppo la realtà del pellet è ben diversa: la
pellettizzazione del legno è infatti un'attività tutt'altro che
semplice, pertanto improvvisarsi produttori di pellet comporta
rischi notevoli.
Innanzitutto si ha a che fare con una materia
prima - la segatura - difficile da stoccare e movimentare; in
secondo luogo ci si scontra con l'usura dei macchinari che
compongono la linea, alcuni dei quali molto costosi (ad esempio
le trafile); inoltre sono ancora frequenti difficoltà tecniche,
anche importanti, in fase di pellettizzazione che
potrebbero portare ad un prodotto non commercializzabile.
Infine, come se non bastasse, i produttori italiani si debbono
scontrare con costi energetici elevatissimi, costi che in certi
casi (caso della materia prima con elevato tasso di umidità)
portano il prezzo del pellet fuori mercato.
La realtà produttiva del pellet in Umbria si
compone realisticamente di due o tre realtà produttive
importanti. A fianco di queste si contano ormai qualche buona
decina di piccoli o piccolissimi produttori di pellet (o
qualcosa che gli assomiglia) che alimentano piccole nicchie di
mercato, magari una frazione, un piccolo paese, ecc.
UMBRIA PELLET
invita i navigatori a pensare al caos derivante da una tale
frammentazione della domanda, tenendo conto anche del fatto che
questa si è creata in breve tempo ed in mancanza di formazione
degli addetti ai lavori.
Quella descritta è la prima causa che ha
portato ad una perdita reale ed importante del grande potenziale
che deteneva il pellet. Gli utenti finali di questo prodotto,
attratti magari da prezzi particolarmente convenienti hanno
collezionato una serie di fregature che vanno dal pellet che
"brucia male" sino a quello che ha fatto danni tangibili alle
apparecchiature. Il susseguirsi di esperienze negative (in
questo hanno giocato un ruolo fondamentale anche i produttori di
stufe) ha rallentato fortemente la diffusione del pellet
pertanto gli addetti al settore dovrebbero fare il mea culpa
e creare un punto di ripristino dal quale ripartire, stavolta
col piede giusto.
A tal fine
UMBRIA PELLET
consiglia di:
-
pretendere garanzie di qualità;
-
non fidarsi di prezzi eccessivamente
bassi;
-
non fissarsi su parametri qualitativi
visibili (colore e dimensione del pellet);
-
ecc.
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